Rolex Daytona: la storia del cronografo diventato un mito

Il cronografo Rolex nasce nel 1963. Da quell’anno in poi ha avuto una notevole crescita accompagnata da miglioramenti dal punto di vista grafico ed estetico. Numerosi sono gli abbellimenti del Rolex Daytona che sono stati apportati negli anni.

Rolex

Il suo primo nome fu Cosmograph Daytona. Il termine muta per esaltare la precisione di questo oggetto, rimandando alla gara delle 24 h di Daytona che, all’epoca in cui nacque, sponsorizzava. I contatori del cronografo risaltavano sul quadrante grazie al suo colore in forte contrasto con sfumature oro. La sua scala tachimetrica abbondava il quadrante che appare più grande ed immediato, spostandosi sulla circonferenza della fatidica e tradizionale lunetta.

Due sono state le referenze alla gara di Daytona, ovvero la 6239, con una lunetta di metallo che riporta la scala tachimetrica, e la 6241, con una lunetta nera e la scala in bianco. La scala tachimetrica, inizialmente, riportava l’indicazione massima di 300 unità/tempo, poi è stata abbassata a 200.

Il quadrante, invece, riportava la scritta “Daytona”. All’inizio il quadrante in questione era solo per gli orologi destinati al mercato americano ma, in poco tempo, fu destinato a gran parte dei mercati internazionali. L’orologio aveva un movimento “Valjoux” a carica manuale, rinominato successivamente come calibro 722-1 e 722.

Nel ’65 ebbe una piccola variante: si aggiunse la chiusura a vite per i pulsanti cronografici ed anche una corona. Dopo esser stato resistente all’acqua dalla sua nascita, l’impermeabilità divenne maggiore, diventando un orologio water resistant a tutti gli effetti. Anche la lunetta tachimetrica cambiò dal ‘65 ma tuttavia, le recensioni furono perlopiù negative.

Numerose furono le sperimentazioni estetiche su questo prodotto. Più di tutte furono le sperimentazioni sulla lunetta, dove l’azienda ha insistito parecchio per rinnovare le proposte e soprattutto vincere le frequenti critiche dei clienti.

Nel modello Daytona Rainbow (degli anni ’70 circa) era presente una sfumatura di zaffiri multicolore che ricreava i colori dell’arcobaleno. Aveva un contrasto armonico fra l’oro rosa della sua cassa, il nero della sua lunetta (dove è impressa la scala tachimetrica in oro-rosa) e i colori del quadrante in avorio o chocolat.

Dal 2013 si ebbe un’applicazione di una lunetta in ceramica, con cui Rolex festeggiò il 50° anniversario della nascita dell’orologio. L’eleganza del suo color nocciola della lunetta di quest’ultimo modello era un tocco di classe. Quest’ultima innovazione evidenziava il quadrante color ghiaccio, una fra le caratteristiche principale degli orologi in platino.

Uno fra gli effetti più eccentrici, tuttavia, fu senz’altro una variante degli ultimi anni in cui era presente una lunetta in diamanti baguette ed un quadrante pavé (presentati nel 2014). Purtroppo il 2015 non fu un anno proficuo per le innovazioni estetiche del Rolex. Si tratta di orologi che con le dovute precauzione è ovviamente possibile trovare e acquistare usati, perché con il tempo il loro fascino non passa, anzi. Come trovare negozi nella propria zona? Con una ricerca online “Rolex usati” + nome della città (per capirci “Rolex usati a Roma” se vivete nella capitale) otterrete tutti i negozi vicini della vostra zona e avere anche maggiore sicurezza sull’acquisto di un prodotto originale.

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