Tappo a vite Stelvin, cos’è e a cosa serve

Uno dei punti forti nella fase di imbottigliamento del vino è quella della chiusura, che è fondamentale nel futuro mantenimento del prodotto che è contenuto nella bottiglia. Uno dei recenti tappi che va per la maggiore è quella del sistema a vite e il modello Stelvin è uno dei più famosi e ricercati del momento. Il tappo a vite in questione deve il proprio nome alla casa produttrice che lo ha ideato.

Cos’è il tappo a vite Stelvin

Il tappo Stelvin ha la particolare chiusura che è costituita da una guaina in metallo, che di solito è fatta di alluminio. Tale chiusura serve a mantenere intatte le proprietà organolettiche di ciò che la bottiglia contiene. La guaina in pratica, fascia completamente la parte finale del collo della bottiglia. Nella parte alta della stessa si trova un tappo di metallo costituito da un filetto a vite.

Un altro particolare che contraddistingue questo tipo di tappo, è che all’interno è inserito uno speciale fondello realizzato interamente in lega di stagno. Dentro al fondello si trova un gas inerte (azoto) in quantità minima, che non crea alcun problema al prodotto e non crea alcun processo chimico con il vino.

Con la speciale chiusura permessa dal tappo Stelvin, il vino e soprattutto gli aromi di questa particolare bevanda, saranno preservati da agenti esterni nocivi come l’umidità. Non solo, sono un sistema che risolve i problemi che sono legati ai tappi di sughero, i quali con il tempo sono soggetti al deterioramento e quindi non più in grado di proteggere il contenuto delle bottiglie dagli agenti esterni.

In questi casi, vi sarebbero delle modifiche alle proprietà del vino a causa dell’anidride carbonica presente nella bevanda, come per gli sbalzi climatici che subirebbe a contatto con l’aria.

Tappo Stelvin preserva la fragranza

Grazie all’ermeticità con cui il tappo Stelvin sigilla le bottiglie, al momento dell’apertura il vino ‘esplode’ in tutta la sua fragranza, fatta di profumi e aromi essenziali. Questo fa del tappo in questione una delle scelte primarie nell’imbottigliamento del vino nei Paesi esteri. In Italia invece, ancora non ha preso piede davvero, complice una lunga tradizione che vede nel sughero il tappo da vino per eccellenza.

Vi sono comunque aziende che hanno capito la forza di questo tipo di chiusura e si sono lasciato andare alla nuova tecnologia, di fatto abbandonando completamente la tradizione del tappo di sughero. Un esempio sono due vini D.O.C. del nostro Paese, per i quali i produttori si sono dotati del tappo Stelvin per chiudere le bottiglie: il Bardolino Classico e il Soave.

Questo iniziale passaggio dal vecchio al nuovo, fa pensare che a mano a mano il tempo porterà altri produttori a seguire la stessa strada, onde evitare di trovarsi con risultati peggiori della concorrenza al momento della consumazione del prodotto. Coloro che si sono già dotati del tappo Stelvin, hanno già garanzia di successo nella conservazione del vino, avendo la certezza di presentare un prodotto dalle proprietà organolettiche intatte e sane.